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sabato 26 ottobre 2013

Il periodo "Grinch"

Mancano ancora più di due mesi a Natale ma, in alcune zone della città, ci sono già le luminarie a tema. Anche la tv ci sta lentamente trascinando nell'atmosfera natalizia. Se per la maggior parte delle persone questo è un periodo felice, per me è la fase più dura dell'anno. L'aria zuccherosa e romantica del Natale non si addice a qualcuno che fa una fatica enorme a chiedere un abbraccio e ad ottenerlo, da qualcuno che non sia un parente.Di solito uso le due settimane di vacanza per sciogliermi un po' ed esternare i miei sentimenti, ma ovviamente tutti ciò serve solo a deprimersi.
Di buono c'è che tra un po' potrò mangiare un sacco di cioccolata senza sentirmi criticata <3

mercoledì 23 ottobre 2013

Gli enigmi

Io non so se dipenda dal fatto che ho visto un sacco di volte "Uomini che odiano le donne" o dal fatto che sono sempre stata molto curiosa, ma da un po'  di tempo ho il pallino degli enigmi. Non parlo di quelli tipo "numero uguale lettera uguale", ma di cose lievemente più trascinanti. Per esempio mi piace scovare i compagni di scuola "spariti nel nulla", nel senso che non li ho più visti. Su qualcuno ho anche trovato qualche informazione.
Comunque, il mio problema è che, avendo qualche difficoltà a lasciare a metà ciò che mi prefiggo, di solito non mollo finchè non porto a termine la "missione".
A chiunque voglia fare qualcosa del genere do un consiglio: non cercate tutto il giorno, altrimenti rischiate di ossessionarvi

martedì 22 ottobre 2013

Mondi da pioggia

Ormai è cominciato l'autunno, e le possibilità di uscire si sono sensibilmente ridotte. Cosa fare nei giorni in cui il mondo sembra nascosto dalla nebbia e accarezzato dalla pioggia?
Siccome questo genere di tempo di solito  mi deprime, con il tempo ho trovato dei passatempi "salva umore".  Per esempio trovo che il cielo gravido di pioggia sia molto ispirante: non è raro che, sentendomi stimolata da questo paesaggio, io inizi a scrivere qualche racconto. Per quanto mi riguarda la cosa funziona più o meno così: la mia fantasia può essere svegliata da qualunque cosa; spesso un'esperienza o un sentimento. Questo avvenimento mette in moto il mio cervello finchè non nasce una storia, o mondo, ben preciso. A quel punto devo assolutamente metterla su carta, altrimenti mi sento tormentata finchè non la "partorisco". Anche se Harry Quebert pensa che un'idea debba essere "covata".  (Joel Dicker)
Secondo me i racconti scritti di getto sono i migliori: se si vuogliono pubblicare bisogna quasi sempre wlaborarli, ma in questo caso perdono potenza e imtensità.
Pensiero mio <3

lunedì 21 ottobre 2013

Cosa fare per evitare quel bacio granuloso

Siccome ho circa otto anni di esperienza in questi giochi, trovo giusto tramandare la mia conoscenza ai "posteri". Siccome ho sempre odiato gli ospedali, con annessi e connessi, ho deciso di condividere con voi le strategie per evitare di baciare l'asfalto.
  • Impennata: se la fate con qualcuno, in linea di massima, non c'è da preoccuparsi. Se impennate da soli, ci sono alcune regole da tenere a mente.
tenete i piedi ben saldi sulla pedana per non perdere stabilità. Se ci riuscite, mettete il peso in avanti nella fase di discesa per non guardare il mondo al contrario

  • Curva 180 gradi: non l'ho mai provata da sola, ma secondo la mia esperienza, è buona norma mettere la cintura. Per il resto
quando il pavimento si avvicina stringete gli addominali e bilanciatevi con le braccia; fidatevi del vostro pilota.

Queste tecniche DOVREBBERO funzionare ma, per evitare di farvi male, fate tutto in posti dove ci sia il parquet

Altri modi per volare:freestyle

Oggi voglio condividere con voi alcuni aspetti divertenti del mio carattere. Dovete sapere che, pur avendo raggiunto i vent'anni, la mia percezione del rischio è rimasta più o meno uguale dai tempi delle elementari. Ve lo sto raccontando perchè, in attesa che la tecnologia si evolva, bisogna pur trovare il modo di divertirsi. :D
Con la carrozzina ho un rapporto di amore/odio: quasi tutti i giorni la considero un difetto, un grosso ostacolo ai miei sogni. Ma ci sono momenti in cui non posso farne a meno. Sono quei giorni nei quali mi rendo conto di quanto siano importanti gli amici: senza di loro non avrei mai imparato ad impennare (sulle ruote posteriori) o a fare le curve a 180 gradi (inclinarsi vertiginosamente su un lato della sedia). In questi frangenti, un po' per bilanciarmi e un po' per divertimento, ho preso l'abitudine di allargare le braccia e fare l'aereoplano. Sono gli unici contesti in cui mi piace stare seduta


mercoledì 16 ottobre 2013

Un passo verso il volo

So di aver appena decantato casa nuova come il posto più bello del mondo, ma ci sono delle volte in cui, pur essendo molto grande, la sento fin troppo stretta. Mi riferisco a quei pigri pomeriggi autunnali, in cui non hai voglia di fare niente di attuabile tra le mura domestiche. Vorresti solo alzarti e correre fuori, via da tutto e tutti. Poi hai un momento di lucidità, ti guardi intorno, e ti rendi conto di non poterlo fare. Allora ti parte tutta quella BELLISSIMA serie di pensieri del tipo: "Vorrei poter volare sopra tutta questa merda" o  più "realisticamente" : " Non vedo l'ora di schiantare la carrozzina in autostrada". Tutta questa lagnosissima premessa serve a ribadire che il vero problema, mio e di PARTE delle persone con disabiltà fisica, è solo un corpo non in grado di seguire il flusso delle idee. 
Ma siccome vivo in un mondo in continuo movimento so benissimo di non essere nelle peggiori condizioni possibili. Solo in Italia ci sono MOLTISSIME persone affette da malattie genetiche rare che aspettano una cura, e pur non avendo una patologia genetica, io dico che anche loro avrebbero diritto di volare <3

domenica 13 ottobre 2013

Non sono un uomo

Io ho parlato di trucco? Fino a qualche anno fa, se lo avessi fatto, mi sarei disconosciuta. Durante tutte le scuole medie, infatti, me ne fregavo altamente dell'aspetto fisico. Andavo in giro con jeans distrutti e la frangia fino al naso. Ovviamente, vista la fretta del mattino e la mia LEGGERA rigidità muscolare, indossavo sempre cose comode e mai nessun braccialetto o collana. Invece, di recente, da quando ho cominciato ad andare da una terapista occupazionale, mi è venuta una certa passione peri vestiti aderenti.
Cos'è una "terapista occupazionale"? Una figura professionale che ha il compito di "facilitare la vita" ai disbili: insegna per esempio come vestirsi e spogliarsi in modo agevole, e trova oggetti di vita quotidiana facili da usare. Fatto sta che un giorno mi ha detto: "compra cose larghe per fare pratica". Immediatamente ho fatto il contrario. Non per altro, ma g ià così mi scambiano per un uomo, da dietro, se comincio a prendere solo pigiami mi convinco di esserlo XD
Un mese fa, circa, il mio processo da donna a uomo, ha subito una svolta in gran parte dovuta al fatto che mi sono trasferita. La casa vecchia era piccola, con scale e gli spazi erano stretti. Non avendo la possibilità di muovermi da sola, non potevo stare mezze ore a scegliere i vari ammennicoli. Ora, al contrario, ho una camera grande e una scrivania gigante, dove posso tenere a portata tutte le mie scatoline magiche :D

sabato 12 ottobre 2013

Viva il trucco

Parlando di come aumentare l'autostima, io credo che un buon aiuto venga dato dal make up. Molte di noi, infatti, non hanno un buonissimo rapporto con le superfici riflettenti. Per una persona che in genere non si vede bella, infatti, gli specchi di qualunque genere servono solo ad evidenziare i presunti difetti, come peli superflui e discromie varie. Per questo problema, per fortuna, c'è una soluzione semplice e poco dispendiosa: si chiama trucco. Oltre a coprire le piccole - ma mentalmente macroscopiche - imperfezioni, ombretti eccetera hanno la capacità di far sentire speciali. Già il fatto di entrare in una profumeria, secondo me e come entrare in un morbido bozzolo di coccole. E poi, essendo brillanti e profumati i trucchi ci fanno sentire belle e invincibili <3

Come aumentare l'autostioma

Mi scuso se i precedenti post vi sono sembrati un po' deprimenti ma mi sembrava importante discutere quegli argomenti. Ora però è giunto il momento di cambiare tono: una volta discussi i mali, mi sembra costruttivo proporre delle relative soluzioni: secondo un mio amico, per eliminare la tristezza e "vedere il mondo in rosa" basta una fetta di torta al cioccolato e lamponi. A parer mio la questione è un tantino diversa, cioè: è vero che le torte e i dolci possono attenuare i malumori - sono una grande fautrice di questa teoria - ma ho scoperto che, in certe situazioni, il loro effetto dura il tempo di dire "A". Di recente ho invece scoperto alcuni metodi alternativi, per esempio l'esercizio fisico: percorrere una vasca in piscina permette di concentrare le proprie energie sul corpo, impedendo loro di addensarsi attorno a pensieri malsani. Un altro metodo è quello della scrittura che, nella maggior parte dei casi, permette di "pulire il cervello" in modo rapido e sicuro (secondo il mio punto di vista) Quello che non è adatto per superare depressioni varie è lo studio: dal mio punto di vista, infatti, stare ore e ore su grossi e noiosi libri costringe la mente a crogiolarsi nei pensieri più dolorosi

Fase post ormonale

Anche se le fasi della cotta sono quelle precedentemente descritte, non è detto che tutto debba per forza finire in modo deprimente: può anche darsi che, dopo uni ragionevole periodo di pausa, l'amico che si credeva di aver perso, si riavvicini. Il periodo di riflessione però, sempre secondo il MIO punto di vista, dev'essere abbastanza lungo da consentire a tutti gli stupidi ormoni di evaporare, lasciando così spazio a una sana e, si spera, duratura amicizia. Già, dopo un sacco di tempo mi sono resa conto che non c'è niente di più importante che avere una compagnia di amici con cui fare la scema :D ;) Io, con il senno di poi, ADORO la fase post ormonale: si può parlare senza avere la ben nota ansia da "oddio mi sta rivolgendo la parola" e non c'è più il problema di "che cavolo starà pensando?"
Ma anche se gli ormoni prima o poi evaporano, far sparire l'odio per i grassi e per il proprio corpo è molto più difficile. Infatti, se prima si aveva paura di non piacere a causa del peso, ora questa preoccupazione si è leggermente spostata: ora si ha paura che la persona cui si vuole bene - in modo puramente innocuo - faccia fatica o stia male per colpa nostra. Tranquilli, un giorno avrò il coraggio di spiegarmi meglio ;)

venerdì 11 ottobre 2013

Gestione dell'affetto

Continuando la disquisizione sulla percezione corporea e disturbi alimentari, vorrei esporre le possibili conseguenze di tutto ciò sulle relazioni affettive. Siccome molti di noi hanno spesso l'autostima sotto i tacchi, a volte interpretano un semplice gesto da amico come qualcosa di molto più grande causando, e causandosi, parecchie sofferenze. La genesi della cotta masochistica, secondo la mia esperienza, funziona più o meno così: un minimo di 6 mesi passati a sbavare dietro a un amico possibilmente Molto insofferente alle regole, che sembra essere l'unico a capirti in un periodo difficile. Poi, se sei fortunata, arriva quella che io chiamo fase "evviva" nella quale, per una volta nella vita, tutto sembra andare per il verso giusto: l'amicizia si fa più intensa cosicchè tu pensi che potrebbe diventare amore. Ma poi succede qualcosa che rompe, inevitabilmente, questo "idillio". Nonostante molte di noi abbiano la tentazione di colpevolizzare gli altri per questo, la maggior parte delle volte, è qualcosa che causiamo NOI (almeno questo è ciò che IO ho imparato in otto anni con 2/3 persone diverse) Di solito ci roviniamo la vita a causa di quell'atavica insicurezza che ci fa sentire perennemente inferiori. Così può succederci di stressare, soffocare e calpestare chi avremmo voluto più vicino

martedì 8 ottobre 2013

Stupido corpo

Comincio io. Dunque, oggi vorrei riflettere su una questione comune, credo, a spero poche persone che hanno una disabiltà puramente fisica. L'autorappresentazione fisica e l'accettazione del proprio corpo. Io ho iniziato a pormi il problema quando avevo 14 anni ed ero piuttosto stupida: ancora immaginavo un futuro felice in coppia. Ma poi ho cominciato a capire una cosa: nessuno vuole una come me o, se qualcuno mi vuole, di solito è una persona con qualche difficoltà psichica Uso regolarmente una sedia a rotelle, porto dei tutori gamba piede e mi manca un dito. Nonostante tutti abbiano tentato di convincermi che il motivo della mia inesistente vita affettiva non è il mio corpo, mi riesce quindi molto difficile credere di essere attraente. Probabilmente sono immatura, ma mi capita spesso d'immaginare che un ragazzo mi dica: "scusa, non ti reggo, ciao". A volte mi dico che il problema è il mio carattere lagnoso, ma poi penso che, se il mio corpo fosse diverso, forse non ci sarebbe tutta questa maledetta insicurezza che mi fa stressare anche i santi. Premesso questo, potete quindi capire come la mia esperienza sentimentale sia solamente teorica, derivante dai romanzi e da alcune "osservazioni antropologiche". Perciò, nel tempo libero sono diventata depositaria dei segreti altrui, ma darei volentieri un po' di cervello pur di avere bisogno di un depositario <3

lunedì 7 ottobre 2013

Disturbi alimentari: qualche perchè

Ora che ho introdotto l'argomento "corpo", vorrei approfondirlo ponendo la vostra attenzione su un aspetto particolare: i disturbi alimentari. Oggigiorno si fa un gran parlare di questa problematica ma, navigando in Internet, ho notato un piccolo grande vuoto a questo riguardo. Mi spiego meglio: gli esperti imputano questi disagi a diverse cause quali l'inadeguatezza a un modello sociale, una famiglia assente o troppo apprensiva eccetera. Io vorrei solo porre l'accento sul collegamento secondo me esistente tra anoressia, bulimia e disabilità fisica (perchè questo è il campo in cui posso "muovermi" meglio) :) Io credo che un'adolescente che abbia un qualche tipo di difetto grave, sia più esposta ai disturbi alimentari, soprattutto quando desiderano avere interazioni con una persona specifica. Per esperienza diretta, posso dire che la suddetta ragazzina forse comincerà a confrontarsi con le amiche ma, soprattutto, a guardare il proprio corpo con sempre maggiore astio. Ragionamenti come quelli esposti nel post precedente potrebbero essere all'ordine del giorno. Sentendosi inferiore la ragazza potrebbe voler annullare il proprio corpo, nella vana illusione di risolvere la vera difficoltà

Inizio

Ciao a tutti, ho pensato di creare questo spazio per tutte le persone che hanno bisogno di sfogarsi ma non hanno voglia di farlo, per dirne una, davanti a uno psicologo. Pur essendo una figura molto qualificata infatti, accade spesso, lo dico per esperienza, che questa persona appaia troppo "costruita", attivando così tutti i meccanismi di difesa dell'interlocutore. Aquesto punto, dopo una premessa forse troppo lunga e noiosa, e ora che mi presenti: sono una ragazza di 20 anni, frequento la facoltà di Scienze della Comunicazione e sono disabile (nonostante odi profondamente ammetterlo). Da circa tre anni mi è stato assegnato uno psicologo, con il quale però non riesco a parlare. Quello che mi dà fastidio e che, a volte, mi forza a dire cose che non ammetterei nemmeno a me stessa. Le rare volte che riesco ad accennare ad argomenti "taboo" lui mi chiede il perchè di quello che dico guardandomi con gli occhi da pazzo. Ho pensato quindi che questo blog potrebbe essere uno spazio per tutti i ragazzi che hanno bisogno di gridare ma non hanno il coraggio di farlo. Se vorrete scrivere qui, vi posso assicurare VERAMENTE che non verrete giudicati in alcun modo.